Sertura

L’origine

Rappresenta il connubio, la sintesi, ma anche il tramite, il veicolo per continuare a parlare locale in un mondo sempre più globale.

Perché Sertura? Cosa vuol dire “sertura”?

Questa parola dal suono marcato ed energico, non riconducibile a nulla di particolare, tantomeno all’universo agricolo, deriva dalla tradizione dialettale tipicamente irpina e sta a indicare tutto ciò che fa parte del sottobosco: la selva, la macchia, ciò che nasce in maniera spontanea.

Una forma linguistica per evocare, attingendo dal colorato e sorprendente vocabolario della tradizione, il concetto per cui i frutti della terra nascono e crescono in modo del tutto naturale. E come tali vanno rispettati e semplicemente valorizzati dalla mano umana.

La natura fa il suo corso, stagione dopo stagione, nel suo infinito rigenerarsi. L’uomo la segue, la cura, attende i suoi tempi per trasformarne i frutti in prodotti che ne declamino tutto il valore e la straordinarietà. Ecco Sertura.

Come il suo nome, anche il logo rappresenta un sentito omaggio alla provincia avellinese, fortemente voluto per rafforzare il legame dell’azienda con il suo territorio di appartenenza.
L’etichetta dei vini Sertura ritrae infatti la Torre dell’Orologio, il simbolo per eccellenza della città di Avellino.
Un’immagine stilizzata, delle linee semplici, che con eleganza e rispetto ritorna alle origini per proiettarsi nel futuro.

La filosofia

La qualità dei vini Sertura nasce in campagna. E’ lì, tra i vigneti, che prende forma un vino che vuole essere espressione fedele e rispettosa del suo territorio di provenienza.

E lo fa enfatizzando ai massimi livelli le caratteristiche distintive di ogni sua etichetta, vinificando in purezza.

Senza tagli, senza “blend”. Ogni vino racchiude in sé tutta la carica espressiva del suo uvaggio al 100%, rendendolo unico e inconfondibile al naso e al palato.

Ogni anno quest’avventura straordinaria ha inizio con l’attenzione riposta in tutte le pratiche manuali che si svolgono nei vigneti.
Poi è la natura a fare il suo corso, fino alla piena e uniforme maturazione delle uve che precede la raccolta condotta esclusivamente a mano.

Il viaggio, ricco di fascino e meraviglia, prosegue in cantina attraverso la trasformazione delle uve in vini di qualità che vogliono enfatizzare le caratteristiche naturali di ogni vitigno, esaltandone carattere, sentori, proprietà distintive.

Dalla terra fino alla bottiglia è la passione, l’amore per il proprio lavoro a orientare l’operato di Sertura.
Con lo scopo finale di offrire alle persone un prodotto autentico e controllato, che consenta loro di scoprire qualcosa in più di un territorio dal fascino discreto ma senza dubbio marcato nelle sue peculiarità.

Su queste basi l’azienda vitivinicola Sertura ha fondato la propria filosofia produttiva e così prosegue la propria attività, nella convinzione che mettere l’anima in ciò che si fa è il primo passo verso il conseguimento dei migliori risultati.

Giancarlo Barbieri

E quando il proprio lavoro diviene la ragione stessa della propria vita è lì che nascono i prodotti che contengono una carica di sensazioni ed emozioni uniche e indescrivibili.

Giancarlo Barbieri, in veste di agronomo dal 1992, ha lavorato costantemente in alcune delle più prestigiose aziende vitivinicole, soprattutto irpine.
Pur continuando a fornire servizi di consulenza per alcune realtà vinicole del territorio, ha deciso di intraprendere un percorso individuale guidato esclusivamente dall’amore incondizionato e sconfinato per il mondo della viticoltura e della vinificazione, potendo contare sulla preparazione e sull’esperienza acquisite sul campo e su un vigneto di proprietà di quattro ettari.

Scommettendo così su un progetto ambizioso con il quale contribuire a rendere il proprio meraviglioso territorio sempre più apprezzato e conosciuto nel mondo.
In breve tempo i suoi vini hanno incontrato il favore di pubblico e critica, spingendolo a credere sempre di più in un prodotto dalle grandi potenzialità espressive.

E’ così che decide di fondare Sertura, gestendo sempre in prima persona la maggior parte delle attività, vivendo e respirando la sua terra, immergendone mani e piedi, per trasferire nei suoi vini tutta la forza e la passione che hanno ispirato il suo prezioso progetto fin dall’origine.